Descrizione
Laboratorio Con le sorelle è uno spazio di ricerca e aggregazione comunitaria dedicato alla memoria, ai ricordi e ai saperi di un tempo passato. Un percorso di esplorazione condivisa che, attraverso pratiche corporee, racconti e materiali autobiografici, indaga il rapporto tra identità, radici, territorio e senso di appartenenza.
Il laboratorio nasce dal desiderio di creare uno spazio di incontro tra generazioni diverse che abitano lo stesso territorio ma che spesso non hanno occasione di condividere esperienze, narrazioni e memorie comuni. La memoria viene esplorata come gesto creativo e come possibilità di relazione, un terreno fertile da cui far emergere storie personali e collettive, trasformandole in materia di ricerca e scrittura attraverso il corpo.
Il percorso invita le partecipanti e i partecipanti a sperimentare il legame intimo tra esperienza individuale e patrimonio comunitario, osservando il passato come un atto di cura, conoscenza e ascolto. Le pratiche proposte saranno adattate alla composizione del gruppo e alle esigenze delle persone coinvolte, senza richiedere alcuna esperienza artistica precedente.
Rivolto in particolare a persone under 35 e over 60 del territorio romagnolo, il laboratorio vuole favorire un dialogo tra generazioni attraverso esercizi, racconti e momenti di condivisione capaci di far emergere memorie familiari, abitudini, gesti quotidiani e conoscenze tramandate.
Il progetto nasce dai materiali di ricerca di Con le sorelle più grandi a cantare, la creazione coreografica di Enrico Frisoni in residenza all’Ex Cinema Astoria durante le giornate del festival. Il laboratorio apre al pubblico una finestra sul processo creativo dello spettacolo, condividendone temi, domande e pratiche di ricerca.
Con le sorelle più grandi a cantare è una danza che progressivamente si ritrae per lasciare spazio a una narrazione autobiografica fatta di memorie, ricordi, genealogie familiari e frammenti di vita privata capaci di raccontare la storia collettiva di un territorio. Attraverso il recupero delle tracce lasciate dalle generazioni precedenti, il progetto esplora il confine tra storia personale e storia pubblica, trasformando il corpo in un archivio vivo di esperienze, assenze e ritorni.