Descrizione
L’evento propone una riflessione sul pensiero di Umberto Galimberti e sulla condizione dell’uomo contemporaneo nell’età della tecnica. Se il mondo antico era fondato sull’idea di un ordine e di un senso ultimo, oggi la tecnica si afferma come sistema orientato al funzionamento e alla produzione di risultati, senza un fine definitivo.
La figura del viandante rappresenta una nuova forma di etica: un uomo che cammina senza una meta assoluta, accettando l’incertezza e imparando ad abitare il mondo senza dominarlo. Questa prospettiva mette in discussione l’umanesimo del dominio e invita a ripensare il rapporto tra uomo e natura.
L’incontro approfondisce la necessità di una nuova consapevolezza capace di affrontare un mondo instabile, provvisorio e incompiuto, dove il senso non è più dato una volta per tutte ma si costruisce nel percorso.